I PRODOTTI TIPICI ITALIANI

Quando un prodotto gastronomico diventa un prodotto tipico? Noi adottiamo questi criteri: le qualità igieniche. A prima vista i prodotti di origine industriale danno maggiori garanzie in questo senso. Ma i prodotti tipici a ridotta scala produttiva riequilibrano le carenze strutturali con il limitatissimo uso, se non la totale assenza, di conservanti, additivi e antiossidanti; le qualità dietetiche. In questo campo i prodotti tipici, lavorati secondo le tecniche tradizionali, danno dei punti notevoli ai prodotti industriali. Basti pensare, ad esempio, alla stagionatura tradizionale, che se fatta a regola d’arte, rispettando la naturalezza dei tempi, permette anche al vituperato grasso di maiale di trasformarsi anche in grassi insaturi (provitamine A, B, F e Bl), sostanze con funzione protettiva dei tessuti vascolari. Le qualità organolettiche. E qui si gioca di fatto la gara! Le percezioni sensoriali provocate dagli alimenti devono essere evidentemente superiori a quelle dei prodotti industriali e di massa. A che serve recuperare un prodotto tipico, se non è buono? Così, almeno, la pensiamo noi. Il radicamento territoriale. Un prodotto è tipico nella misura in cui è espressione di un’area geografica ben delimitata. Così che divenga espressione della sua ricchezza materiale (particolare clima, materie prime, foraggi, ecc.) e della sua ricchezza storico-culturale.

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